Un corso a Yale

Si può imparare la felicità?

Dopo aver letto un post dell’Accademia della Felicità, mi sono immediatamente iscritta (ah, dove ti porta l’entusiasmo incontrollabile) ad un corso dell’Università di Yale che promette di insegnare la Scienza della Felicità.

The Science of Well-Being è la versione ridotta, gratuita e disponibile on-line del corso Psychology and the Good Life tenuto da Laurie Santos, professoressa di Psicologia e Scienze Cognitive. Si afferma nel web che sia uno dei corsi più seguiti di sempre a Yale e questa cosa, sommata all’argomento del corso, mi ha proprio incuriosito. Aggiungo, nota bene, che si parla di well-being, benessere, prima che di felicità, e decido di prenderlo come un segno da cogliere, infatti sono mesi che questa parola mi segue come un cagnolino e io mi interrogo sul modo migliore per comunicare la mia idea di star bene a chi mi sta attorno.

Mentre guardo gli esercizi della prima settimana e rispondo alle domande del test, mi balena un lampo. E se raccontare live questa esperienza fosse un modo per fare i compiti e allo stesso trasmettere qualcosa di nuovo anche a te? 

 

Così mi sono messa a scrivere di getto questo post. No, non ho intenzione di fare un riassunto del corso, quindi se l’idea ti stuzzica ti consiglio di iscriverti qui e seguirlo per intero, così mi fai pure compagnia, ma mi piace l’idea di condividere le cose più significative che imparo. La scienza del benessere. Sembra fatto apposta per me. Mi piace. Che fai, mi segui?

Quanto felice sei?

Il primo passo è, come sempre, dedicato a un  momento di consapevolezza e autovalutazione.

Su sito di Authentic Happiness – University of Pennsylvania infatti, puoi misurare il tuo livello attuale di felicità. Scopro di essere a 6.25 su 7 nella general happines scale, non male!

Il bilancio continua con un test che definisce i punti di forza del tuo carattere. Più vado avanti più il processo mi intriga. Rispondo a tutte le domande sulla personalità di viacharacter.org e scopro con sorpresa che quella che credevo fosse solo una caratteristica innata è in realtà il mio punto di forza principale, e che ce ne sono tanti altri.

1. Curiosità e interesse per il mondo 

Sei curioso. Fai sempre domande e trovi tutti gli argomenti affascinanti. Ti piace esplorare e scoprire. 

2. Capacità di apprezzare la bellezza e l’eccellenza 

Noti e apprezzi la bellezza, l’eccellenza e prestazioni eccezionali in vari aspetti della vita, dalla natura e l’arte alle esperienze quotidiane. 

3. Entusiasmo, passione e vitalità.

Non fai mai niente senza passione. Per te, la vita è un’avventura. 

4. Gratitudine 

Sei consapevole delle cose positive che ti accadono e non le dai mai per scontate. Gli amici e i familiari sanno che sei una persona grata. 

5. Coraggio e valore 

Sei una persona coraggiosa che non si ferma davanti alle minacce, alle sfide, alle difficoltà o al dolore. Agisci sempre in base alle tue convinzioni. 

Ecco i cinque punti di forza principali su cui dovrò lavorare durante i prossimi giorni. Scopro poi che secondo VIA i punti di forza del nostro carattere sono ventiquattro, che tutti li possediamo in misura diversa e che vengono accorpati sotto il cappello di sei virtù massime: saggezza e conoscenza, coraggio, umanità, giustizia, temperanza e trascendenza. Nel mio caso si trovano quasi tutti nell’area della saggezza, della trascendenza e del coraggio.

L’esercizio consiste nel concentrarsi sui magnifici cinque provando ad usarli in modi diversi dal solito e sfruttando in modo consapevole il loro potenziale. Non so ancora dove mi porterà tutto questo, ma decido di andare a fare la spesa e al supermercato compro un pacco di biscotti che non avevo mai guardato prima. Mi sembra un buon inizio e di nuovo a casa continuo a esplorare tutti gli altri.

Nel frattempo arrivo al materiale di approfondimento e mi imbatto nel padre fondatore della psicologia positiva, Martin Seligman e in una sua Ted Talk che puoi seguire per intero qui.

Una vita felice? Meglio tre.

Sono tre, secondo Seligman, i diversi tipi di vita felice che possiamo provare.

1- the pleasant life – la vita piacevole

Consiste nel provare quante più emozioni positive possibili e nell’acquisire le capacità per amplificarle ed estenderle nel tempo e nello spazio.

Cosa puoi fare per migliorare la tua vita piacevole? Imparare ad apprezzare le cose belle che ti succedono. Ad assaporarle e gustarle. Ma soprattutto, a progettarle. Potresti per esempio, invita il professore, usare il tuo prossimo sabato per disegnare la giornata perfetta e impegnarti per godertela fino in fondo. 

Ma anche compiere qualche gesto altruistico migliora la tua vita, così come essere grati e imparare a ringraziare (prova a scrivere tutto quello per cui sei grato pensando a una persona che ti ha fatto del bene e a cui non hai mai detto queste cose e poi chiamala, valla a trovare e leggile i tuoi pensieri a voce alta. Le ricerche dicono che entrambi sarete più felici nei giorni e mesi a venire).

1- the life of engagement o good life – la vita dell’impegno

La viviamo quando il tempo si ferma mentre stiamo facendo qualcosa. Vuol dire raggiungere il cosiddetto stato di flusso, una condizione molto diversa dal piacere, perché contrariamente ai momenti in cui provi emozioni forti e piacevoli, nello stato di flusso non senti nulla. La tua concentrazione è massima, sei quello che stai facendo.

Con sorpresa scopro che c’è una ricetta per raggiungere questo tipo di vita felice e consiste nel conoscere i nostri cinque più importanti punti di forza per ricreare la nostra vita, usandoli al meglio nel lavoro, quando ci divertiamo, nei rapporti con amici e familiari. Selignam paragona questo stato all’eudemonia, termine che indica il senso della felicità come scopo ultimo della vita e dell’esistenza umana.

Ripenso ad una conversazione con una mia collega e al suo considerare la felicità come un’emozione infantile e sono sempre più convinta di pensarla esattamente al contrario.

3- the meaningful life – la vita con significato

In questo caso si tratta non solo di conoscere le tue migliori capacità ma soprattutto di metterle al servizio di qualcosa di più grande e importante di te.

A questo punto il seminario si conclude con una riflessione ad effetto: le persone più soddisfatte non sono quelle che riescono a godere e provare emozioni positive in maggior numero, bensì quelle che ricercano nella loro vita il significato e subito dopo l’impegno. E la vita più piena e soddisfacente è appannaggio delle persone che uniscono una vita di impegno con la ricerca del significato.

Ora il senso di lavorare sui miei punti di forza mi sembra chiarissimo e sono felice di aver trovato uno strumento che abbia confermato e in parte aumentato quello che sapevo di me.

Sul sito di VIA ci sono moltissimi spunti, anche tradotti in italiano. Dai un’occhiata e mi racconti qual è il punto di forza su cui ti piacerebbe lavorare? 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *