10 capi che ho sempre amato (e sempre amerò)

Anche in fatto di abiti non siamo tutti uguali. C’è chi ha uno stile eclettico e non può vivere senza essere in continua trasformazione e chi invece resta fedele a se stesso negli anni. E gira e rigira torna sempre lì.

Senza raggiungere l’approccio estremo di chi ha scelto una sua uniforme si stile  (quando parleremo di questo concetto, ti racconterò perché secondo me ci sono un sacco di vantaggi in questa scelta), ti confermo di far parte di quel gruppo di persone che esplora nuove idee, cerca di fare suoi degli abbinamenti speciali, ma non può fare ameno di tornare sempre a una serie di capi feticcio che rappresentano una certezza incrollabile.

Hai mai provato a pensare se ci sono capi che indossi sempre con la stessa voglia anno dopo anno o se ci sono abiti che hai riacquistato più volte?

Ci sono forse capi che amavi molto da giovane e che indosseresti di nuovo con piacere? C’è qualche vestito che ti rappresenta?

Questi sono, in ordine sparso, i miei eterni must have. Attenzione però. Non sto dicendo che ci sono cose che tutti dovrebbero avere, bensì che ognuno dovrebbe avere le sue. 

 

1. Le scarpe da ginnastica bianche.

Dalle Superga degli anni 80 alle sempre verdi Stan Smith e le intramontabili Converse, ho avuto varie incursioni più modaiole che ho già dimenticato. Ho tentato timidamente anche qualche colore, ma per me le scarpe da tennis devono essere bianche.

2. I jeans blu, consumati ma non rotti.

Sarà ormai la quarta o quinta volta da quando ho la capacità di acquistare vestiti da sola che tornano di moda i tagli sul ginocchio. Ebbene lo confesso, non ne ho mai avuto uno. Per me sdrucito è chic, rotto è volgare. Per me il jeans è sempre uguale, azzurro scuro, non celeste leggermente scolorito sulla coscia. Abolisco le striature bianche sui fianchi, che allargano otticamente la figura, le striature tipo zebra, i tagli, le borchie e gli strass.

4. La camicia bianca.

C’è bisogno di dire altro? Sì, che mi piacciono quelle di cotone e di taglio maschile. Forse perché non ho il punto vita segnato ma quelle con le pence o sfiancate rappresentano l’errore più grande nel mio guardaroba. Peccato averlo capito troppo tardi.

5. Il dolcevita nero.

Forse anche girocollo, ma meglio con il collo alto, solo in tessuti naturali, di sintetico non voglio neanche l’etichetta. Visto che faccio parte dell’unico gruppo cromatico che si può permettere il nero vicino al viso, approfitto e cerco di stare calda e sentirmi Audrey, con l’aggiunta di pantaloni neri e scarpe basse.

6. La maglia a righe.

Ora siamo un po’ fuorviati da questo ritorno di un altro classico senza tempo, ma le righe bianche e blu o bianche e rosse sono rimaste identiche a quelle delle maglie che indossavo da adolescente. Sì perché le righe sembrano tutte uguali, ma non lo sono affatto e ci vogliono molti errori (uniformi tra loro? grosse? sottili? prevale il colore scuro o quello chiaro?) prima di imparare a riconoscere quelle giuste per te.

7. Le ballerine nere.

Con buona pace degli uomini e di chi pensa che sembrerai una papera o poco elegante. Sarà che il mio passato da ballerina non mi abbandonerà mai più, ma le scarpette di vernice nera mi salveranno sempre in qualsiasi situazione.

8. La maglietta bianca.

Immacolata. Puro bianco ottico. Di cotone. Con le maniche corte da arrotolare quando fa caldo o a tre quarti. E abbastanza comoda da lasciarti la libertà di sentirti davvero libera. Trovo che la t-shirt sia il capo più versatile in assoluto, tutto dipende dagli abbinamenti che fai. Per me ci puoi andare anche a una serata importante o usarla con accessori da ora sera.

9. Le stringate nere.

Francesine, da uomo, quelle che preferisco sono sempre della stessa marca,  e solo di vitello spazzolato nero. Per queste scarpe rischio il titolo di compratrice seriale, poiché per me sono semplicemente perfette e non ne vorrei nessun’altra. Mai.

10. I sandali in cuoio bassi allacciati alla schiava.

Altro amore dai tempi dell’università per me sono il simbolo dell’estate, del mare, della Grecia e del sud Italia. È un modo di sentirsi sexy che va provato perché niente ha a anche vedere con i glitter, il tacco dodici e la punta a punta.

Questi sono i primi 10, ma probabilmente aggiungerei anche la felpa grigia, la giacca blu, il cappotto lungo, il cesto in paglia …

Leggendomi ti è venuta in mente la tua lista?

Avere un capo o più capi che ti rappresentano e che indossi volentieri ha innumerevoli vantaggi. Prova a pensarci e a scrivere cosa è rimasto costante e cosa invece è entrato nella tua vita più volte.

Chiediti se è davvero qualcosa che ami o se è un abitudine a cui non fai caso. Segnati tutti quelli del primo caso, perchè sarà proprio da quelli che partiremo per costruire il tuo stile personale. Di cosa sto parlando? Di Cosa mi metto? il percorso di style e image coaching per cambiare l’immagine che hai di te stessa valorizzando l’unicità del tuo stile 

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  • I miei capi sono : maglia nera (t-shirt, sottogiacca, maglia in lana, collo alto o girocollo…) jeans boy-friend, stivali (anch’io ho la mia marca che ADORO). Oppure vestito nero, semplice ma non fasciante, devo sentirmi libera e stivali neri (rigorosamente “sportivi” e bassi) o infradito o birkenstok in estate o ballerine nella mezza stagione. I questi due modi sono IO. Abbino poi, a seconda dei periodi e delle stagioni, bigiotterie colorate e vistose o eleganti e discrete

    • Marti, anche per jeansboyfriend e le birkenstock. E gli stivali solo quelli tipo equitazione. È come se non esistessero neanche le altre opzioni, vero?