Imparare a desiderare

Scrivere i tuoi desideri è un po’ come chiedere all’universo di esaudirli. Ecco come compilare una lista di desideri che rischiano di avverarsi.

La prima volta che mi chiesero di scrivere le cento cose che avrei voluto succedessero nei mesi a venire rimasi attonita.

Ero partita da Trieste con il treno della sera prima, mi trovavo seduta per una lezione di Master a un tavolo lungo e rettangolare con altri dodici pressapoco sconosciuti e indossavo uno dei miei vestiti blu che ti salva la vita quando viaggi.

Sgranai gli occhi verso l’alto, non capivo il senso della domanda, non sapevo da che parte cominciare e quel numero mi sembrava impossibile da raggiungere. Come facevo a pensare a cento (!) cose da desiderare? All’epoca ero abituata a guardare con un pizzico di invidia i colleghi che dicevano di volersi trasferire dall’altra parte del mondo per lavoro, a sognare scarpe e borse che valevano come l’oro e mi sarebbe piaciuto viaggiare di più. Poco altro.

Forse c’erano altri desideri sopiti, ma nessuno me li aveva mai chiesti, io men che meno. Forse per questo scrissi “1. borsa nera”. Forse per questo quando ti propongo questo esercizio e mi guardi con gli occhi sbarrati provo per te la stessa simpatia che ho per quella me novizia.

Nel mezzo ci sono stati vari viaggi in Asia, il ritorno a Bali, una casa, ritornare a fare danza e varie altre spunte nella mia lista. Sì perché superato l’impasse, con il tempo e la pratica, mettere nero su bianco quello che volevo è diventato divertente e motivante.

Così, per questo inizio di 2019 sul blog condivido con te le mie strategie per cominciare (o ricominciare) a desiderare e dare il via a quel programma “back to basic” di cui ti avevo parlato nell’ultima newsletter (non sei ancora iscritto? Puoi farlo subito qui). Che tu ci abbia già provato o che sia la tua prima volta, potrai comunque seguire il filo rosso assieme a me.

Il modo migliore per iniziare? Scrivere.

Non mi stancherò mai di insistere. Anche se pensi che non facendolo allenerai la memoria, anche se pensi di non averne bisogno, anche se ti fa sentire a disagio, scrivere non è pensare. I pensieri sono volatili e volubili, al contrario non esiste niente di più significativo e duraturo che incidere quello che abbiamo dentro la testa, la pancia e il cuore.

Quindi prendi carta e penna, possibilmente un quaderno dedicato o un taccuino da portare sempre con te. Desiderare è un work in progress sorprendente, non perdere l’occasione di prendere appunti per un pensiero che ti coglie quando meno te lo aspetti.

Il primo passo

  • Scrivi 100 cose che vorresti accadessero in un futuro abbastanza prossimo, tipo uno o due anni.
  • Spazia tra AVERE, FARE ed ESSERE.
  • Evita il giudizio, la censura e l’autocritica. Questo (e anche quello) è uno spazio dove hai il permesso di pensare (e scrivere) tutto quello che ti viene.
  • Non metterti limiti. Concediti di sperimentare. E se senza motivo ti venisse l’idea balzana di provare a studiare giapponese o di iscriverti a un corso di burlesque? Scrivilo.
  • Distingui tra dovere e volere. Non sei qui per completare la lista delle cose da fare, né per ricordare cosa i tuoi genitori, il tuo capo o il tuo partner si aspettano da te. Stai piuttosto ascoltando una voce che non è sempre così libera di esprimersi, lasciala parlare. In questa lista valgono solo i voglio.
  • Pensa a come ti vuoi sentire. Anche se non ce ne accorgiamo i nostri desideri nascono sempre dal voler raggiungere un determinato stato d’animo. Pensa a quali emozioni, sensazioni e sentimenti vuoi provare e a cosa ti servirebbe per raggiungerli. Prova a chiederti come ti vuoi sentire in ogni area della tua vita, poi prosegui con momenti concreti: come mi voglio sentire la mattina quando mi alzo dal letto? E dopo una giornata di lavoro? Come mi voglio sentire con il mio partner? E prima di dormire?
  • Usa il modo indicativo e parla al presente. Sii specifico. Voglio guadagnare xxx euro al mese è diverso da dire mi piacerebbe essere ricco.
  • Desidera per te (e non per gli altri) o solo se la responsabilità finale è comunque tua. Volere che un familiare risolva un problema di salute, non è ahimè, un tema di cui ti puoi fare carico.
  • Descrivi la tua giornata ideale. È uno degli esercizi di scrittura che preferisco e che uso molto facendo coaching. Immagina di poter vivere la tua giornata ideale, perfetta, quella in cui tutto va come deve andare. Vivila e vedila, poi descrivila nel dettaglio, ora per ora. A che ora ti alzi? Che cosa fai appena sveglio? Con chi sei, come ti senti? Come si svolge la mattinata? Con chi pranzi? Come sei vestito? Passa in rassegna ogni ora della giornata, fino al momento di andare a dormire, includendo suoni, gusti, profumi. D’istinto la tua giornata ideale si svolge in una spiaggia caraibica e ti alzi a mezzogiorno? Ascoltala, ma cogli lo stimolo a disegnare anche una giornata ideale che sia realizzabile, che includa il tuo lavoro ideale, il tuo hobby preferito e il tempo per fare quello che più ti piace. Quella a cui puoi aspirare nella tua vita vera insomma. Anche se in questo momento ti senti molto lontano dal raggiungerla.

Vuoi di più? Desideri 101.


Comincia buttando giù 150 desideri su un quaderno di brutta copia, per poi selezionarne 101 da copiare su un quaderno di bella. Ogni volta che uno dei 101 desideri si realizza lo sostituisci prontamente con uno dei 49 rimasti nella brutta (ma io baro e ne aggiungo spesso di nuovi :-)). Questo metodo prevede che tu legga i tuoi desideri a voce alta una volta al giorno e che i desideri vengano scritti seguendo queste regole:

  • Cominciare ogni frase con “Io voglio”.
  • Evitare le negazioni e l’uso della parola “non”.
  • Non chiedere soldi.
  • Scrivere solo desideri verificabili, nessuna generalizzazione.
  • Evitare i paragoni con qualcun altro. La tua storia è unica.
  • Evitare richieste per altre persone.
  • Niente desideri seriali, come una casa a Trieste, una a Barcellona e una a Londra.
  • Non usare diminutivi e vezzeggiativi.
  • Contenere il desiderio in massimo 14 parole (io+voglio+altre 12 ).
  • Non richiedere storie d’amore o di sesso con una persona precisa.

(Se vuoi saperne di più a me piace come Igor Sibaldi spiega la tecnica in questo video): 

Ti stai chiedendo perché ho deciso di partire da qui? Perché concentrarti su quello che vuoi è un primo – grande – passo per diventare più responsabile di quello che accade nella tua vita. Ma anche per conoscerti meglio. Con un po’ di impegno il rischio di successo è alto, per questo ti consiglio di provarci. Non solo con l’anno nuovo, ma anche più volte nel corso dei mesi.

La prossima settimana ci rivediamo qui per parlare di vision board e di visualizzare, nel frattempo mi racconti come stanno andando i tuoi desideri?

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  • Ciao Stefania, non mi ricordo come , ma sono incappata nel video di Igor Sibaldi e sono rimasta subito incantata .! Ho iniziato a scrivere i desideri dopo qualche settimana aver comprato i due quaderni. Con varie interruzioni sono andata avanti , non ho raggiunto ancora i 150, ma alcuni di essi si sono già avverati, e ti dirò di più, mi è capitato di non accorgermene subito …
    Ho un dubbio, i desideri avverati devo sostituirli già nell’elenco di brutta ? O aspetto di copiarli in bella, sceglierne 101 , e poi sostituirli con i 49 rimanenti?

    • Ciao Martina, mi innamoro sempre delle storie in cui si avverano desideri, che bella storia la tua! Fammi capire meglio, tu hai già due quaderni, uno di bella e uno di brutta giusto? ma quello di bella non lo hai ancora riempito, perché non sei arrivata 150, ho capito bene? Io comunque ti consiglierei di andare subito con i desideri nuovi, quelli già avverati tienili solo nel quaderno di brutta. Infondo meglio per te avrai ancora più desideri da avverare! Mi fai sapere come va? Nel DreamPLanning Caffè su Facebook c’è un gruppo molto attivo su questo tema, ci raggiungi lì? Un abbraccio,
      Stefania